venerdì 7 ottobre 2011

Partecipanti al Seminario di Torino con foto di gruppo che mostra l'attestato appena conseguito - anno 2010


Foto delle partecipanti al Seminario di Milano - 2010/2011 - Tutte hanno conseguito l'attestato di abilitazione all'insegnamento


Foto di gruppo delle partecipanti al Seminario di Grosseto - 2010/2011 ... le "bambine" si divertono???!!!

Foto di gruppo delle partecipanti al Seminario di Casciana Terme (Pisa) - che mostrano l'attestato appena conseguito - luglio 2011

Foto di gruppo delle partecipanti al Seminario di Verbania - Lago Maggiore - che mostrano l'attestato appena conseguito - luglio 2011

domenica 28 agosto 2011

RELAZIONE GIOCODANZA - Valentina Franceschini - Lago Maggiore 2011


   Ieri pomeriggio è successa una cosa molto strana...ero nella mia stanza e stavo preparando una lezione di danza per le mie bimbe, quando all'improvviso mi sono trovata in un bellissimo giardino pieno di alberi, di uccellini e vicino ad uno splendido lago.

Era una giornata di sole meravigliosa e accanto a me c'era un gruppo di ragazze che parlavano di danza e di giochi, erano delle bizzarre insegnanti!

Incuriosita dalla conversazione mi sono avvicinata e mi sono presentata al gruppo; le ragazze parlavano di cose strane come viaggi nella jungla, principesse nel bosco, nani che mangiano l'aria e sembravano divertirsi molto.

Ad un tratto una ragazza ha proposto di andare a visitare un castello e le altre compagne ne erano entusiaste; in quel momento mi sono chiesta:”cosa ci sarà mai in questo castello?e poi dove si troverà?”
Senza troppe esitazioni ho deciso di andare con loro anche se non sapevo cosa mi aspettava!

Siamo entrate in una sala di danza e non mi sembrava affatto di vedere un castello né tanto meno qualcosa di divertente e particolare, ma all'improvviso una ragazza credo si chiamasse Marinella, ha iniziato a parlare in modo strano.
Marinella ci ha detto di essere arrivata al castello e di aver visto le sue numerose porte, ci ha chiesto se volevamo davvero entrare e senza esitazione abbiamo risposto tutte SI!
In un attimo mi sono sentita catapultata insieme a tutte le altre compagne in una realtà misteriosa, siamo entrate davvero nel castello e abbiamo trovato delle stanze stranissime.
La prima aveva un soffitto bassissimo,abbiamo dovuto strisciare per uscire; la seconda era piena di dolci, a fatica siamo riuscite a prenderne qualcuno...buonissimi!
Subito dopo siamo entrate in una stanza con le pareti strettissime, in un'altra c'era tantissima aria abbiamo davvero rischiato di scoppiare ma fortunatamente siamo riuscite ad uscire
Abbiamo attraversato davvero tante stanze e tutte avevano caratteristiche particolari, è stato molto faticoso superarle tutte, soprattutto quando siamo entrate in una stanza dove siamo state trasformate in statue che poi a causa di un forte vento sono cadute e si sono ridotte in tanti pezzettini.
Fortunatamente abbiamo incontrato una fata buona che ha spezzato l'incantesimo e in un attimo siamo tornate nella sala di danza.
Eravamo entusiastissime, non sembrava più la sala in cui ero entrata la prima volta, questa era piena di magia, di colore, di profumi, di gioia, di spensieratezza, era la sala del giocodanza!
In questa sala ogni persona, adulto o bambino, è libero di esprimere ciò che sente in ogni momento, può parlare liberamente delle proprie emozioni attraverso il proprio corpo
.
Non avevo mai immaginato di poter fare delle esperienze forti e meravigliose come questa, sentirmi di nuovo libera, tornare a sognare e a divertirmi come una bambina senza dover necessariamente pensare prima di muovermi.
Ora so dove portare le mie bimbe e non vedo l'ora di iniziare con loro un nuovo fantastico viaggio!

sabato 27 agosto 2011

Relazione Giocodanza di Eva Sabatti - Lago Maggiore 2011

   Cara Marinella,

ho pensato molto a come impostare questa relazione, se far “parlar” qualcuno, se inventare qualcosa, ma ora che sono qui davanti a questo foglio bianco ritengo che la cosa migliore sia semplicemente essere me stessa.

Come tantissime altre ragazze ho scoperto il Giocodanza attraverso internet e subito mi ha affascinato.

“Imparare giocando”, “attrezzi giocattolo”, “esercizi gioco”, come poteva essere possibile? Così ho cominciato ad essere curiosa ed ho ordinato il libro. Ammetto che inizialmente non è facile entrare nell’ottica di questo metodo un po’ insolito e bizzarro!

Per questo motivo ho deciso di approfondire il concetto partecipando al Workshop per insegnanti ed ora eccomi qui. Sono partita senza saper bene cosa mi potesse aspettare; da un lato la mia insicurezza mi frenava un po’ ma dall’altro la voglia di imparare e scoprire nuove cose era tanta.

Una delle cose che subito mi ha colpito è stato il fatto che quando ho incontrato le altre ragazze mi sembrava di conoscerle già. Non mi so spiegare bene questa cosa ma mi ha lasciato un po’ perplessa. Saranno gli interessi comuni … oppure l’effetto magico del Giocodanza! Comunque sia ho constatato che anche molte di loro hanno avuto la mia stessa impressione, mah!

Avendo letto il libro mi aspettavo di dover fare dei giochi, ovvio, ma non avrei mai immaginato di ritrovarmi nel bel mezzo di una giungla o di essere una beata sirena costretta a scappare dai pirati. Ho provato sensazioni di leggerezza e di totale trasporto durante il gioco delle “margheritine e il vento”, E poi chi avrebbe mai immaginato di conoscere personalmente Lulù?

Il primo argomento trattato era quello che mi preoccupava maggiormente: “la conoscenza degli altri”. Essendo una persona molto riservata ed introversa mi risultava difficile, quasi impossibile, dovermi fermare in mezzo alla sala a fissare una ragazza che conoscevo da cinque minuti. In principio infatti mi capitava di abbassare lo sguardo dall’imbarazzo o di cambiare direzione mentre una compagna mi si avvicinava. Poi pian piano la tensione generale si è sciolta e così pure io mi sono lasciata trasportare dalle emozioni e da quello che sentivo dentro. Dovevamo tirar fuori il bambino che c’era in ognuno di noi e ci siamo riuscite. Dopo solo poche ore si è creata un’atmosfera serena e felice e ci stavamo divertendo davvero, provavo una sensazione di totale spensieratezza. Stavo bene.

Ed ora mi ritrovo sdraiata in un prato con altre ragazze a piangere come una bambina mentre scrivo questa relazione e tutto ciò mi fa pensare …

… Mi fa pensare che è stato bello aver avuto la fortuna di conoscere una persona come te, in grado di oltrepassare l’insegnamento classico della danza entrando in ognuna di noi e tirando fuori i nostri lati personali, le nostre paure, le nostre gioie.

Io non sono di molte parole ma per me questa è stata un’esperienza unica e speciale che porterò sempre nel cuore.

Una persona che ama veramente quello che fa, un esempio da seguire … nella danza e nella vita!

Grazie davvero di cuore.

Eva Sabatti - Brescia

venerdì 29 luglio 2011

Seminario Lago Maggiore - luglio 2011 - Relazione di Sara Lattanzi

RELAZIONE GIOCODANZA® di SARA LATTANZI


Verbania, 21 luglio 2011

E’ proprio vero: non si finisce mai di imparare! Ed oggi posso dire che, quando nella vita non riesci a scegliere qualcosa di tua spontanea volontà, stai sicura che prima o poi è la vita che la sceglie per te! E ti offre su un piatto d’ argento, ciò che hai sempre escluso o rimandato ad altri momenti, come fosse il miglior cioccolatino che si sia mai mangiato e che mai mangerai! E allora chè fare? E allora si mangia sto cioccolatino, chè sarà mai..Una volta ogni tanto nella vita si dovrà pur correrequalche rischio, no?!?!

Non ti dirò cara Marinella, come mi è capitato il tuo nome sulla bocca (magari te loracconto di persona), voglio tu sappia soltanto, che da un’ esperienza del genere, mai avrei immaginato di potermi arricchire così tanto...

Arrivo a Verbania in macchina, di corsa, come al solito in ritardo, trafelata dopo le ultime 100 cose da fare. Della serie “finalmente sono in ferie”, quella mattina “e fai la lavatrice e stira la camicia e paga la bolletta e ricordati questo e a Milano si muore dal caldo..uff..fortuna che si va a Verbania va, almeno cambio aria e magari respiro pure!

In viaggio in macchina guardo un pò di qua e un pò di là..”hiiiiiii il lago, che bellooooooo!” Manco fosse il primo che vedo poi, ma io, di “denominazione meridionale controllata”, quando vedo acqua, credo subito sia il mare! Il navigatore che mi parla incessantemente “rispettare il limite di velocità”. “Ho capito navigatore, ma cavoli sono in ritardissimo, per stavolta chiudi un occhio per favore e taci per sempre!”

Trovo l’ hotel finalmente, parcheggio l’ auto e mentre sto per mettere i miei sandaletti nuovi fuori dallo sportello della macchina, Dio decise di mandare giù ilsecondo diluvio universale!!!! “Grazie Dio! Ma manco qui posso stare tranquilla??? “Ce la puoi fare Sara, abbi fede!” Mi dice la forza di volontà che non si stanca mai di aiutarmi! Lascio la valigia fradicia in stanza e scendo in sala per la presentazione del corso.

“Ah ecco Marinella Santini, finalmente la conosco! Si è vero, è mia amica su facebook, ma chè strano: ha accettato la mia amicizia senza neanche conoscermi e abbiamo parlato come se ci conoscessimo già...chissà che persona è? Ora però ha anche una voce, una sembianza e un motivo vero per essere mia amica su fb!!!!”

Parli poco, ma dici tanto: “Dovete risvegliare il fanciullino che c’è in ognuno di noi!” Come scusa? No dai Marinella non può essere...non deludermi...mi hanno parlato in tanti di te...Come il fanciullino? Quale fanciullino? C’ ho messo 33 anni a diventare grande e matura ( messo che ci sia riuscita!) e ora vengo fino a Verbania per tornare bambina???? Ma poi perchè? Non so te Marinella cara, ma io al mio
 prossimo compleanno, purtroppo farò un anno in più, non di certo uno in meno!!!! No su, ti prego! Ho quasi 34 anni, abbi pietà di una povera me che oramai si crede una donna!!! Non ce la posso proprio fare e non ce la farò mai a tornare “enfant terrible”!

Ti dirò, e che per favore resti tra noi: cambio spesso idea, ma così velocemente come stavolta mai!!!

Col tuo irresistibile accento toscano starai pensando: “Fortuna che si sentiva matura! Questa me sa me sa, che ne aveva 3 di fanciullini dentro da risvegliare!!!!” Bè come darti torto!

Sarà che il collegio dove si è svolto il corso mi ha ricordato gli anni tremendi del liceo, sarà che gli anziani mi hanno nostalgicamente ricordato le mie nonnine, aggiungi poi Lulù, la bambolina a cui ci siamo presentate, oh Marinella sto fanciullino c’ha messo proprio un attimo a tornare alle luci della ribalta!

Dalla notte alla mattina mi son ritrovata a far linguacce e “marameo” a persone semi-estranee, a saltare come un coniglio, a fare il girotondo, a rotolarmi nell’ erba, a cuocere pop corn di spugna e a mangiare aria. A sentirmi principessa, ape, nanetto ( oddio a sentirmi nanetto non ci è voluta molta fantasia!).

Ma chè ci hai fatto maestra? E’ davvero possibile che abbia ricominciato a sognare e per di più ad occhi aperti? Possibile che mi sia emozionata per aver grattato con le dita la musica e che tutte insieme siamo diventate un’ orchestra che ti seguiva nelle veci di direttore per l’ audizione al “Coven Garden”?

Credo sia stato in quel momento, nel sentire la mia faccia intrepida in attesa del tuo nuovo comando, nel sentirmi le orecchie attente e gli occhi straboccanti di sorpresa, proprio lì che il fanciullino mi abbia urlato : “Presente! Eccomi! Ci sono!” Ed io non me ne sono nè spaventata, nè vergognata. Anzi...ero felice! Di nuovo.... Ero tornata bambina! E con lo stesso entusiasmo dei bambini che si rallegrano con poco, io mi sentivo gioire per qualche pezzo di giornale tra le mani; con gli stessi occhi dei bambini che vivono tutto con curiosità, ho guardato per tutta la lezione quella cesta al centro sala, interrogandomi e rispondendomi con varie ipotesi sul suo utilizzo; con lo stesso amor proprio dei bambini che sanno volersi bene senza presunzione e a tutti i costi vogliono vincere e affermarsi, anch’io con la stessa ingenuità e delicatezza, ho cercato qualche piccola vittoria o il semplice “brava” della maestra. E infine e soprattutto, con la stessa spensieratezza dei bambini che agiscono senza fini, né preoccupazioni e sanno divertirsi con pazienza e senza limitazioni, anche io sono letteralmente impazzita di vita facendo volare i coriandoli di giornale, facendo le bolle con la cannuccia, visitando il castello incantato e innalzando al cielo un paracadute colorato.

E in quel divertirmi mi sono commossa nell’ errata consapevolezza di essermi arresa di fronte ai problemi quotidiani e all’aridità di tanti cuori incontrati sulla strada della vita, commossa perchè giocando, dimenticavo man mano la tristezza e l’amarezza di certi giorni, commossa perchè di nuovo libera dai brutti ricordi e dallamalinconia.

Cara Marinella,
ho aggiunto questa postilla seria non certo per intristirti, anzi! Ma come saprai, i migliori clown in fondo in fondo sono anime tristi che amano l’allegria degli altri. Però tranquilla:per il finale a tutto questo parlare, vorrei regalarti un’ ultima risata...d’altronde me l’ hai insegnato tu che non c’è niente di più bello che ridere di
cuore...ed io con te l’ho fatto sempre... No perchè ora il dubbio è questo: “Ma sto fanciullino mò, si riaddormenta sbrigativo o tocca tornà all’ asilo?”
PS:Grazie!
Mi sei piaciuta molto (e detto da una criticona come me, è davvero tanta roba!!!)

Seminario Lago Maggiore - luglio 2011 - Relazione di Sara Bovio

  Sara Bovio  RELAZIONE GIOCODANZA®
   Cara Marinella,

  quest’anno tra gli altri mi è stato affidato un corso di bambine di sette anni. Da subito sono stata contenta di vedere che erano sveglie e che mi seguivano bene ma, dopo poche lezioni, una di loro ha iniziato a essere un po’ esclusa dalle altre. Era un tipino solitario un po’ particolare, una bimba spesso imbronciata, critica nei confronti delle altre, un po’ pigra ma molto seria e ordinata (prima di iniziare la lezione piegava e impilava perfettamente tutti i suoi vestiti… una perfezionista). In seguito ho visto che faceva fatica ad accettare le mie correzioni soprattutto il fatto di non riuscire a svolgere correttamente un esercizio, si arrabbiava tantissimo e a volte mi rispondeva anche male ad alta voce. Ho pensato quindi di parlare con la mamma che mi ha subito confermato che quello che avveniva a danza avveniva anche a scuola e a casa dove forse soffriva un po’ per l’esuberanza e l’intraprendenza della sorellina più piccola, e proprio perché sapeva che la bambina faceva fatica a fare amicizia aveva pensato di iscriverla a danza per cercare di integrarla con gli altri bambini. Non mi sono persa d’animo e ho cercato sempre di coinvolgerla nelle lezioni ma devo dire che se avessi frequentato prima il corso di giocodanza sarei stata molto più preparata ad affrontare questa situazione, a creare lo spirito di gruppo e a farmi suggerire da Lulù le correzioni per non farla sentire giudicata.

  Inoltre mi è accaduto di fare alcune sostituzioni con bimbi di quattro e cinque anni e devo dire che mi sono trovata in grande difficoltà soprattutto nel riuscire a mantenere viva la loro attenzione. Ho deciso allora di correre ai ripari… Avevo sentito parlare della metodologia del giocodanza, ho cercato e trovato molte informazioni in rete e parecchie testimonianze positive, così ho deciso di iscrivermi al corso.

  Ho capito da subito il valore dell’approccio “giocoso” che caratterizza questo metodo didattico (che potrò spiegare anche ai genitori), un gioco di tipo educativo, con delle regole e dei contenuti ben precisi che in qualche modo rimangono nei bambini al di là che poi proseguano la carriera di ballerini oppure si dedichino ad altro.

  Ho iniziato a studiare danza all’età di sei anni, dopo averlo chiesto esplicitamente alla mamma. Mi ricordo ancora molto bene la sala in cui si studiava, la maestra, le compagne e alcuni esercizi di propedeutica che a me, anche se trattatati in modo tradizionale, non sono mai pesati. Così non è stato per quasi tutte le mie compagne che hanno presto abbandonato lo studio della danza e considerando anche che i bambini oggi ricevono moltissimi stimoli, fanno fatica a concentrarsi e si spazientiscono facilmente è necessario cambiare approccio. Dopo aver frequentato il corso devo dire che oltre a dispiacermi per cosa mi sono persa da piccola… non vedo l’ora di adottare questo metodo nelle mie lezioni, perché se è vero che la danza è per pochi, gli insegnamenti che può dare sono preziosi ed è bene che siano per tanti, non solo per gli allievi dotati o per i più tenaci.

  Sia che si abbia una scuola propria o l’affidamento di alcuni corsi è importante cercare di non perdere allievi durante l’anno e non faccio fatica a credere che con il giocodanza questo non avvenga: le lezioni sono divertenti, piene di attesa per scoprire come si svolge il gioco o come proseguirà durante la lezione successiva. Senza fatica le bambine imparano la tecnica, la postura e molti altri elementi importanti come la percezione corporea, l’utilizzo del campo visivo e uditivo, il conteggio della musica, imparano a mantenere il loro posto nello spazio o ritrovarlo senza sentirsi smarrite nel momento in cui si trovano in un luogo diverso dall’aula di danza (problema a cui ho tentato di porre rimedio cambiando il fronte delle lezioni ma non con tutti questo si è rivelato sufficiente).

  Già prima di affrontare questo corso ho sempre cercato di rendere meno noiose le mie lezioni soprattutto ai bimbi più piccoli utilizzando musiche vivaci che piacciono ai bambini, oppure colonne sonore di cartoni animati e variando molto gli esercizi, introducendo lo studio del ritmo, la danza libera e piccole coreografie. Quello che però trovo davvero innovativo nella metodologia del giocodanza è il modo di porsi verso i bambini, la maestra diventa un compagno di giochi, di fronte al quale anche i più timidi non si sentono giudicati: credo che questo modo di proporsi, unito al fatto che non esistono bambini a cui non piaccia giocare, siano le ragioni principali per la quale la metodologia ha tanto successo.

  Quello che voglio fare dalle prossime lezioni è cercare di propormi così, come una compagna di giochi senza smettere di pretendere il rigore nell’esecuzione della parte tecnica o nel rispetto delle regole dei gioco così come avviene in questa metodologia dove il gioco e la danza sono perfettamente fusi e in equilibrio tra di loro.

  Un’altra idea che mi piacerebbe adottare è quella di fare partecipare anche le mamme o i papà alla lezione dimostrativa proprio perché si rendano conto del lavoro che sta dietro al gioco e ne approfittino per giocare insieme ai loro bambini. Tanti genitori lo fanno di rado perché hanno poco tempo o sono stressati dal lavoro e allora li “parcheggiano” davanti alla tv inevitabilmente impigridendoli.

  È stato anche interessante vedere come ai più grandi si possono proporre giochi un po’ più impegnativi dal punto di vista della tecnica ma comunque divertenti. So che probabilmente sarà faticoso tenere alto il ritmo della lezione per non arrivare alla saturazione e allo stesso tempo non essere travolta dall’entusiasmo delle bambine… nel caso… il corso insegna… ci sono sempre i giochi del ritorno alla calma!

Immaginazione, sogno e fantasia si sono risvegliate in me,

grazie Marinella!

Seminario Lago Maggiore - luglio 2011 - Relazione di Paola Chiappa

RELAZIONE GIOCODANZA® di PAOLA CHIAPPA

Verbania, 21 luglio 2011

Ora sdraiati,gambe raccorciate, srotola la schiena, chiudi gli occhi e mentre ascolti
questa musica SOGNA...
Aprii lentamente gli occhi, entrava la luce dalla finestra, poi li richiusi, me li strofinai con dolcezza e sentii una voce chiamarmi; scesi dal letto, la mia camera mi sembròdiversa, forse più grande del solito...sarà stato l’effetto dei pochi raggi di sole che penetravano tra le persiane.

Ciao Paola, disse mamma baciandomi la fronte mentre mi accarezzava il viso; quanto tempo dall’ultima volta, mi mancano molto le sue coccole... Lentamente e ancora assonnata la seguii verso la cucina, provai una strana sensazione malinconica quando vi entrai, qualcosa era diverso e quasi faticai a sedermi sulla sedia.. Ma certo, ero ancora indolenzita dal riposo notturno. La tavola era ordinatamente apparecchiata per la colazione, c’era la mia tazza a pois, la mia vecchia tazza..mi pareva si fosse rotta..e il mio piccolo cucchiaio con il manico rosa.

Paola, oggi c’è una sorpresa per te, disse mamma, ti porto a DANZA. Ma che dice! Ho appena compiuto trent’anni, mamma sta scherzando... Il mio piccolo cucchiaio.. la mia vecchia tazza..

Finalmente capii.. Ma come poteva essere successo? Ancora con la mente confusa, corsi in sala dove all’ingresso c’era un grande specchio, mi guardai, ero io. Ero io a sei anni!

Salii tre piani in ascensore; mano nella mano con mamma attraversai un lungo corridoio fino a raggiungere una grande porta di legno vissuto di color marrone chiaro, dove vi era appeso un grande cartello - Sala Danza 3 -. Entrai. In fondo alla sala dipinta di un forte arancione c’era una signora ben vestita, con i capelli rossi un po’ in aria e gli occhi truccati di nero; ci guardava con un buffo sorriso da dietro gli occhiali, piegando la testa leggermente in avanti.

Buongiorno Bambine... disse.. Sono Marinella, e sono la vostra MAESTRA!
Sono sempre stata una bambina timida e insicura, ma stranamente al suono della sua voce mi sentii subito a mio agio. Doveva essere una persona molto importante, perché aveva anche un’assistente; si hiamava Alessandra e aveva due grandi occhi azzurri.

Incuriosita mi guardai attorno, nella sala c’erano due grandi specchi e lungo la parete, appoggiati in modo ordinato, c’erano degli strani oggetti dai mille colori. uardando più in là, la mia attenzione fu subito catturata da un’orsetta appoggiata sul tavolo accanto allo stereo.

Era vestita da ballerina! Che bella!! Anch’io volevo una bambola col tutù!
Bambine, siete pronte? Disse la Maestra.. Avete preparato lo zaino?.. avete messo dentro il vestito da principessa? Zaino? Io non avevo nessuno zaino!!
Io non ho mai avuto un vestito da principessa!! Subito fui colta da quel senso di paura, sentii i miei occhi riempirsi lentamente di lacrime e si facevano sempre più pesanti.

Guardai le altre bambine con quella forte voglia di mamma e di piangere.. Paola! Mha , c’è l’ho io il tuo zainetto disse la maestra col suo strano accento, allungando le sue mani vuote verso di me.

Guardai incuriosita, ma non c’era nessuno zaino! Allora alzai lo sguardo fino a incrociare i suoi occhi, mi stava guardando divertita e con un sorriso rassicurante scosse forte le mani...
È un po’ pesante, che c’hai messo dentro? Finalmente eccolo! Lo zainetto! era lì tra le sue mani!
Il più bello che avessi mai visto, tutto rosa ”brilluccicoso”, pieno di pietruzze colorate e bottoncini dorati!
La maestra mi aiutò ad infilarlo sulle spalle, non feci fatica e non era nemmeno pesante!

Siete pronte Bambine? Siete pronte ad entrare nel castello delle meraviglie insieme a me?
Oggi 21 Luglio 2011 ho deciso di andare in un negozio di giocattoli qui a Verbania e
comprare una bambola. La bambola che porterò a casa e mi farà ricordare PER SEMPRE questa bellissima esperienza; la bambola che insieme a me inizierà a danzare giocando. Si chiamerà Marilù.

Grazie Marinella! Grazie Lulù!

Seminario Lago Maggiore - luglio 2011 - Relazione di Marta Ciccone

  RELAZIONE DEL WORKSHOP DI GIOCODANZA®


  Cara Marinella,

  mi sono a lungo interrogata se fosse più opportuno scegliere un genere fantasioso o autobiografico e metacognitivo per stendere questa relazione…infine ho scelto la seconda ipotesi in quanto riservo il divertimento per giocare con i bambini. In questa sede piuttosto ritengo che sia meglio riordinare le idee sul corso e sul percorso professionale che mi ha portata fin qui.

  Nonostante le resistenze che nella vita ho dovuto incontrare, la mia passione per la danza è rimasta la stessa dal giorno in cui a quattro anni iniziai a ballare e negli anni è cresciuta sempre più, giorno per giorno. E con lei…il mio sogno di sempre: diventare una maestra di danza.

  Così con grande forza di volontà ho lottato per raggiungere quest’obiettivo. È soltanto da pochi anni che insegno, ma essendo stata catapultata in una classe senza alcuna formazione per insegnare, durante il primo anno ho compiuto molti errori. Da quel momento ho cominciato a rendermi conto dell’importanza della ricerca e della formazione continue.

  Pur avendo sempre amato la danza classica, nell’insegnarla ai bambini mi rendevo sempre più conto di quanto l’approccio tradizionale tendesse ad imporre unicamente un rigore e una disciplina tali da escludere dal processo di crescita del bambino quasi completamente il lato ludico e creativo, che unitamente a quello artistico solo l’esperienza del danzare può regalare.

  Pertanto ho iniziato a sperimentare un po’ nelle lezioni ai bambini, parallelamente al percorso di crescita formativa che mi ha condotta fino a qui.

  In particolare per me quello in corso è stato, è e sarà un anno di formazione profonda e molto arricchente sul piano sia personale, sia professionale: ho svolto una ricerca sulla danza educativa come strategia per l’integrazione sociale nella scuola primaria per la mia tesi di laurea e, contemporaneamente, sto terminando il corso annuale per danzeducatore®. Questo percorso mi ha permesso di rivedere e rimettere in gioco me come persona, come educatrice, come insegnante. Ho sempre creduto che l’importante sia che ogni allievo, dal più o al meno dotato, viva l’esperienza del danzare come una sensazione di benessere e che, apprendendo, si diverta. Grazie alla danza educativa ho iniziato ad intravedere la possibilità di mettere in pratica nelle scuole di ogni ordine e grado il pensiero di Rudolf Laban “ogni uomo è un danzatore”. Per me continuava a restare però il problema dell’inserimento della tecnica all’interno dei corsi di propedeutica. Fortunatamente durante lo scorso anno sono venuta a conoscenza del metodo del Giocodanza®. Ciò che mi ha spinta ad accostarmi ad una didattica nuova, che propone un approccio graduale alla tecnica allo stesso tempo ludico ed educativo sono alcuni principi cardine della mia filosofia di insegnamento. Nell’insegnare danza infatti intendo promuovere la creatività, la motivazione intrinseca del bambino a danzare, suscitare il sorriso e la gioia di ballare, con la finalità generale di contribuire ad un processo di sviluppo psicomotorio sano ed adeguato sia ai bisogni, sia all’età del bambino.

  In autunno avevo già acquistato e letto il libro “giocodanza la nuova propedeutica…ovvero imparare giocando!” che mi sembrava rispecchiasse esattamente quello che stavo cercando e durante quest’anno avevo già provato a prendere spunto da tale approccio didattico nel montare le mie lezioni, all’interno delle quali ho provato anche a lasciare molto spazio alla creatività dei bambini, stimolando la loro immaginazione e proponendo attività di composizione. Tuttavia l’aspetto della tecnica continuava ad essere messo in disparte, relegato ad uno studio più tradizionale in sequenze di esercizi.

  Le mie aspettative prima del corso di Giocodanza® erano dunque quelle di apprendere degli strumenti che mi permettessero di mettere effettivamente in pratica le mie idee, grazie alla possibilità di studiare e provare io stessa gli esercizi-gioco ideati da un’insegnante più esperta disposta a condividere la sua esperienza.

  Giunta al termine di questo breve, ma intenso corso, mi ritengo molto soddisfatta.

  Sebbene inizialmente nutrissi qualche reticenza nel mettermi in gioco, risvegliando il mio lato bambino davanti ad un gruppo di adulti che non conoscevo, a fine corso posso affermare di sentirmi arricchita, ma innanzitutto di essermi divertita.

  Credo infatti che debba essere l’insegnante stesso a divertirsi, perché solo in tal modo può essere in grado di trasmettere la passione per la danza ai suoi allievi.

  Rielaborando i contenuti proposti all’interno del workshop intendo introdurre il Giocodanza® nelle mie lezioni, sposando tale metodologia con le mie sperimentazioni di danza creativa, affinché possa formare degli allievi preparati sul piano tecnico, artistico, espressivo, ma soprattutto personale, perché non perdano mai la passione per una disciplina che richiede tanto rigore, ma anche tanto amore come la danza.

  La strada per diventare una brava insegnante è ancora lunga…ma l’importante penso che sia non smettere mai di imparare dai propri errori, credere nella propria passione, formarsi sempre e divertirsi nell’esercitare la propria professione…chiaramente per questo non basta solo il Giocodanza®, ma può essere un valido strumento per gli allievi e per l’insegnante stesso.

  Pertanto grazie della tua disponibilità a condividere tutto questo con altri insegnanti.

  Marta Ciccone



giovedì 28 luglio 2011

Seminario Lago Maggiore - Luglio 2011 - Relazione di Laura Ferrari

RELAZIONE GIOCODANZA® di LAURA FERRARI


Verbania, 21 luglio 2011

Caro bambino,

  mi trovo a Verbania sul Lago Maggiore e ti sto scrivendo tra il verde di un adorno giardino dell’hotel in cui sto giocando.
  Hai capito bene! Giocando!!! Ti porto nella mia pancia, che sta diventando un mappamondo, da ormai cinque mesi, e con me tu giochi con altre 18 bambine adulte!
Vedrai, hai una mamma un po’ diversa dalle altre, come d’altronde lo è la tua famiglia.
  Quando potrai leggere questa lettera te ne sarai già accorto da tempo! Ma soprattutto come avrai notato ti sentirai diverso dagli altri bambini. Ma non è un problema, anzi scoprirai che è una risorsa! E’ una sensazione bellissima che ti farà sentire unico e libero! Libero di provare ciò che sei e di donarti agli altri per poter ricevere senza pretese ed aspettative.

  Come ti raccontavo io e te siamo in una città che si affaccia sul riverbero del lago e siamo arrivati qui da qualche giorno con Paola, Elena e Sara Scintilla. Oggi il sole ha finalmente aperto il cielo ed il vento ha portato via la pioggia che ci ha intorpidito per tre giorni di fila! Nei giorni uggiosi abbiamo giocato per dieci ore, quasi consecutive, e tutti quei giochi che facciamo spesso con la nonna e gli zii Paolo e Francesco e i tuoi amichetti e ovviamente con le amiche della mamma!!!
  Nella stanza arancione, in cui si è giocato in questi giorni, la finestra sembrava palancarsi, non sul grigio malinconico cielo, ma su di un prato che poi diventava colle, monte, giungla, villaggio, deserto, castello... non esistevano pareti, ma fronti con ruscelli e stagni con le rane, con casette buffe con i nani.... Una sala che Maga Marinella trasformava con poche parole.

  Parole di polvere incantata che la mia fantasia usava per dipingere paesaggi e oggetti come in un trompe d’oeil.

  Mi auguro che ti sia piaciuto.
  Io giocavo e mi sentivo danzare perché l’immaginazione mi portava a rappresentare con il corpo animali, statue, principesse, stati d’animo... Quando il corpo disegna ciò che la mente vuole rappresentare lo fa nei migliori dei modi, lasciandosi plasmare, allungare, tirare, smollarsi, contrarsi.... e questo non è danzare? Danzare esprimendosi con divertimento!! Il massimo del godimento! E poi noi due danzavamo ad unisono, stretti, intrisi, fusi...

  Ecco ora ti ho svelato il segreto di come, dove e soprattutto da chi ho imparato così tanti giochi che facciamo insieme. Quei giochi che inventiamo e che tu arricchisci ogni giorno. Quei giochi che ti fanno sentire bene con il tuo fisico senza pensare che stai lavorando... quelli che coinvolgono tutti, che ci fanno ridere e passare il tempo come un battito d’ali.

  Grazie a Marinella, ad Alessandra, a Lulù e a tutte quante le giovani donne che c’erano con me in quel luogo incantato circondato dal mondo reale, ho riscoperto a leggere con altra chiave la mia fantasia e creatività, innanzitutto ho imparato a come trasmetterla agli altri.

La tua mamma.

Seminario Lago Maggiore - luglio 2011 - Relazione di Elena Prestini

RELAZIONE GIOCODANZA® di ELENA PRESTINI

Verbania, 21 luglio 2011

  E’ inutile: penso e ripenso ad una relazione originale e divertente per spiegare cosa mi ha trasmesso questo corso intensivo di gioco danza, ma i pensieri, le immagini,le parole si sovrappongono una all’altra e il mio cervello non riesce ad elaborare nulla di veramente interessante.

  Passeggio per lo splendido parco dell’hotel in cerca dell’ispirazione, ascoltando musica di Maria Gadù. Grazie alla sua famosa “Shimbalaiè”, cammino fino ad arrivare ad un campetto da calcio circondato da una pista d’atletica che si trova proprio di fronte al palazzo dove si sono svolte le lezioni di giocodanza.
  Non l’avevo mai notato dal balcone dove più volte Giulia, una compagna del corso, e Marinella, la nostra insegnante, si sono appartate per “rilassarsi”. Non so cosa, non so come, forse la combinazione cielo azzurro e sole, che da solo due giorni ci fanno compagnia, aria aperta, verde e musica, mi ha fatto sorridere dandomi la voglia di correre e camminare sentendomi libera e soprattutto mi ha dato l’idea di scrivere semplicemente le sensazioni provate durante il corso.

  Per tre giorni intensi ci siamo lasciati andare in un mondo magico, fatto di gioie, fantasie, risate; un mondo dove la noia non sta di casa, i brutti pensieri, la malvagità è allontanata. Tutto costruito con precisione per utilizzare l’energia, la grinta, la fantasia di costruire una lezione attraverso giochi costruttivi, facendo partecipare attivamente i bambini insegnando loro a conoscere lo spazio, la musica da utilizzare e tutti i cinque sensi, avendo la pazienza di ascoltare ed imparare passo dopo passo.
  Senza bruciare le tappe, conoscendo piano piano il corpo umano e imparare ad utilizzarlo nel migliore dei modi per poi trasmettere attraverso di lui emozioni ad altri.
  Ci siamo più volte trasformati in animali, principesse, nani e chi più ne ha più ne metta liberando la fantasia, liberandoci dai mille preconcetti, modi di fare da adulti, per ritrovare la capacità di creare un contatto visivo, fisico o verbale.

  Imparare ad ascoltare, elemento importantissimo anche per la vita di tutti i giorni, dato che viviamo in un mondo non più in grado di fermarsi ad ascoltare quello che vogliono dirci o trasmettere gli altri e soprattutto, se stessi, il proprio respiro, che dà la vita.

  Ecco la frase adatta per sintetizzare il corso di giocodanza “soffio di vita”, perchè attraverso la fantasia, l’immaginazione si diventa liberi, come un profondo respiro dopo l’apnea che ti riempie i polmoni d’aria dandoti una forte sensazione disoddisfazione personale, di sentirti vivo ed importante.
Passandoti mille informazioni, insegnamenti e la disciplina, sapendo che per provare quella sensazione di pienezza devi costruire pian piano le fondamenta del tuo essere come persona, fisicamente e spiritualmente.

Le nuove insegnanti - Seminario Lago Maggiore - luglio 2011

GIOCODANZA®:




Workshop Giocodanza Lulù a Verbania





Sabato 23 luglio 2011


Esami superati per le nuove leve che potranno utilizzare il marchio registrato.

Verbania - Lago Maggiore


Alla fine ce l'hanno fatta tutte e diciasette. Il corso, che si è tenuto a Verbania nell'occasione del V° stage Lago Maggior Danza, ha promosso le insegnanti che potranno utilizzare il marchio registrato Giocodanza® nelle loro rispettive scuole.

La divulgazione del metodo d'insegnamento creato da Marinella Santini, compie così un ulteriore passo in avanti.

La capillare diffusione della metodologia è affidata adesso a Daniela Crisafulli, Elena Chirkova, Elena Prestini, Eva Sabatti, Giada Broccoletti, Giulia Albiero, Laura Ferrari, Letizia Francioli, Marta Ciccone, Paola Chiappa, Sara Bovio, Sara Scintilla Lattanzi, Susanna Bonifazzi, Tati Dawani, Valeria Cavo, Valentina Franceschini, Valentina Mannella, nuove insegnanti per una disciplina che sta ottenendo ormai da molti anni sempre maggiori consensi in tutta l'Italia.

ho condotto tantissimi seminari, tutti coinvolgenti, ma questo è stato tra i più belli che io abbia mai fatto e, soprattutto, emotivamente "forte"! Sono felice di avervi conosciuto ragazze e di avere provato con voi grandi emozioni.

Vi aspetto a Grosseto x la Festa di Lulù. Un grandissimo abbraccio anche da parte sua, Buone Vacanze!!!!!

Marinella

Eva Sabatti - Marinella.... ma come si fa a rientrare nel mondo reale?! sono ancora a Verbania con la testa... E' stata un'esperienza fantastica, sei unica.... grazie di tutto.....!!! ♥ ♥ ♥

Sara Scintilla Lattanzi - Mi aggrego...io ho uno spaesamento continuo...mi sta stretto il vestito da "grande" dopo aver indossato quello magico dei "piccoli" ...quando vai sull' isola fantasia, torni insofferente per la realtà...:(!

Valentina Franceschini ...e da oggi sono ufficialmente Insegnante di Giocodanza® !!!! :-) Un Grazie davvero Immenso ad un'insegnante molto Speciale Marinella Santini

Daniela Crisafulli - Marinella Sei grande!!!!! ♥

Marinella Santini - Grazie a voi, Eva. Anche per me è stata una esperienza fantastica!!! con ragazze meravigliose che sono riuscita a far tornare bambine!

Eva Sabatti .... e pensare e ripensare alla settimana appena trascorsa! è stato troppo bello! ho conosciuto delle ragazze fantastiche,,, ed è bello scoprire che c'è ancora gente vera che sa renderti la vita speciale.... ♥
e grazie Jones,,, è stata un'esperienza unica che porterò sempre nel cuore! tutto questo merito va a Marinella Santini... è un'esempio da seguire, nella danza e nella vita .....

martedì 10 maggio 2011

NEWS >>>Workshop per insegnanti a Casciana Terme - Aggiornamento e Benessere

 non solo un interessante aggiornamento con proposte innovative, ma una piacevolissima vacanza all'insegna del benessere e del relax, in una cornice stupenda!!!
Luogo: Casciana Terme (Pisa)
Ora: giovedì 28 luglio 2011 15.30.00
 

MARKETING & FIDELIZZAZIONE NELLA SCUOLA DI DANZA
aspetti e strategie di marketing e fidelizzazione • modalità di promozione strategie di vendita • nuove competenze e capacità imprenditoriali


GIOCODANZA: la nuova propedeutica
ovvero… imparare giocando! ® nuove proposte di lezioni tipo per bambini dai quattro ai sette anni


DALLA PROPEDEUTICA ALLA TECNICA
approccio allo studio della Tecnica Accademica con la proposta di una lezione tipo per bambini di 8.9 anni


L’ASPETTO PSICOLOGICO NELLA LEZIONE DI DANZA:
I TRE ATTORI PROTAGONISTI DELLA LEZIONE:
>> L’INSEGNANTE, IL BAMBINO, IL GENITORE
>> ASPETTATIVE - BISOGNI - DIFFICOLTA’

Una vacanza insolita e una insolita occasione di aggiornamento che accosta i maestri a metodi innovativi di insegnamento per la Propedeutica della Danza, affrontando anche interessanti aspetti dal punto di vista psicologico e di Marketing.
Tutto questo usufruendo dei benefici dell’acqua termale: un soggiorno particolare, immersi nel verde del secolare parco dell’Hotel Villa Margherita.
Bagni di relax e di salute nella bellezza e nella tranquillità dell’ambiente naturale delle Terme di Casciana.

Il CORSO
Dalla propedeutica alla tecnica (prof.ssa Marinella Santini)
L’workshop affronta il lavoro sul passaggio dalla Propedeutica alla Tecnica Accademica, analizzando in modo particolare i primi anni di studio.
L'obiettivo è far sì che l’allievo, pur facendo un lavoro più impegnativo, mantenga la propria spontaneità e la gioia del danzare. Così, per gradi e senza noia, il bambino acquisisce e fa suoi gli elementi della tecnica, che non saranno così sterili e imprigionanti, ma andranno ad arricchire il suo linguaggio corporeo e il suo bagaglio di conoscenze. La tecnica diviene, in tal modo, un elemento in più e non un insieme di regole e schemi che sacrificano l’espressività: il danzare del bambino sarà un danzare cosciente!

Giocodanza: la Nuova Propedeutica… ovvero: imparare giocando! ®
(prof.ssa Marinella Santini)
Il Giocodanza® è un processo formativo attraverso il gioco - considerato nel suo aspetto educativo - tramite il quale il bambino è condotto alla scoperta delle sue potenzialità artistiche e creative. La riscoperta, infatti, del valore del gioco come invenzione e come azione creativa aiuta a costruire attivamente una propria personalità ed è preziosa per un sano percorso di crescita.
Saranno presi in considerazione due esempi di lezione per due fasce di età: quattro-cinque e sei-sette anni.
I tre attori della lezione: la maestra, il bambino, il genitore: aspettative, bisogni, difficoltà

(dott.ssa Laura Bruschetta)
La tematica che si vuole affrontare è la prima di una serie dedicata all’insegnante di danza che ha, quale obiettivo, quello di rendere l’insegnante più consapevole dell’importanza di alcune variabili presenti in sé, nell’allievo e nella relazione con lui, le quali possono condizionare positivamente o negativamente la qualità sia dell’insegnamento che dell’apprendimento.
Saranno messe in luce sia le aspettative sia i bisogni dei tre attori che si muovono e interagiscono nella lezione: l’allievo, l’insegnante, il genitore.
Partendo dalle esperienze dell’insegnante e dal suo bagaglio culturale e personale - concretizzato nel suo modo di porsi verso il bambino e verso il genitore - saranno comprese quelle che possono essere le modalità più funzionali alla relazione educativa e alla buona riuscita della lezione.

Marketing & Fidelizzazione nella scuola di danza(prof.ssa Marinella Santini)
Oggi la gestione di una scuola di danza richiede nuove competenze e capacità imprenditoriali. Conoscere aspetti e strategie di Marketing e Fidelizzazione è dunque fondamentale. Saranno affrontati argomenti riguardanti l’acquisizione e il mantenimento della clientela, modalità di promozione, strategie di vendita, sistemi di fidelizzazione, idee, spunti e consigli per ottimizzare gestione e servizi.


STRUTTURA DEL CORSO
GIOVEDÌ 28 LUGLIO - h. 15.30-19.30:

Giocodanza: la Nuova Propedeuticaovvero… imparare giocando! ®
(prof.ssa Marinella Santini)


VENERDÌ 29 LUGLIO - h. 9.00-13.00:

Dalla propedeutica alla tecnica prof.ssa Marinella Santini)

SABATO 30 LUGLIO - h. 9.00-13.00:
I tre attori della lezione: la maestra, il bambino, il genitore: aspettative, bisogni, difficoltà (dott.ssa Laura Bruschetta)


DOMENICA 31 LUGLIO - h. 9.00-13.00:
Marketing & Fidelizzazione nella scuola di danza (prof.ssa Marinella Santini

COSTO DEL CORSO: € 460-- LA QUOTA COMPRENDE:

• trattamento di pensione completa presso l’Hotel Villa Margherita*** in camera doppia, bevande incluse (supplemento in camera singola: € 10 al giorno)
• uso della piscina con area idromassaggio e ampio solarium
• utilizzo gratuito delle mountain-bike fino a esaurimento
• n. 2 ingressi alla piscina termale
• il costo del corso (totale h.16)


QUOTA PER EVENTUALI ACCOMPAGNATORI: € 290

MODALITÀ DI ISCRIZIONE
L’iscrizione al corso si intende effettuata a seguito dell’invio della scheda di iscrizione debitamente compilata e della ricevuta del versamento corrispondente al 50% della quota richiesta (compresa quella per eventuali accompagnatori) al n. di fax 0564 455996. Il versamento va effettuato tramite vaglia postale indirizzato a Marinella Santini - Via Fanti, 13 Int. 5 - 58100 GROSSETO

Info: 348 1529947 - 339 8171323
giocodanza.santini@gmail.com -- www.accademiaspettacolo.it

REGOLAMENTO
• Il saldo dovrà essere versato il giorno dell’accoglienza. Non si accettano pagamenti con assegni o carte di credito.
• L’organizzazione si riserva la facoltà di apportare modifiche agli orari e di annullare il workshop qualora il numero di partecipanti sia inferiore a quello prestabilito. In tal caso sarà restituita l’intera somma versata.
• In caso di rinuncia l’anticipo versato sarà rimborsato al 50% solo se ne verrà data comunicazione entro e non oltre il 10 luglio 2011.
Termine ultimo per le iscrizioni: 15 giugno 2011
per le iscrizioni successive al 15 giugno - nei limiti della disponibilità di alloggio dell’Hotel Villa Margherita - la quota di partecipazione è di € 550
(€320 per gli eventuali accompagnatori)

MARINELLA SANTINI
Conseguito il Diploma di abilitazione all’insegnamento della danza presso l’Accademia Nazionale di Danza, si perfeziona in Italia e all’estero con maestri di fama internazionale. Nel 1976 fonda a Grosseto il Centro per lo Studio della Danza, che dirige fino a quando, nel 2004, avvia una nuova scuola pluridisciplinare di formazione professionale: l’Accademia dello Spettacolo. Parallelamente all’attività di insegnamento nella struttura da lei diretta, per alcuni anni conduce laboratori di educazione al movimento nell’ambito della scuola dell’infanzia e della scuola primaria e di danze popolari in quello della scuola secondaria di primo grado. Sempre attenta all’evoluzione della didattica, approfondisce le sue conoscenze nell’ambito dell’insegnamento della Danza ai bambini fino a ideare il Giocodanza®, un’innovativa metodica basata sulle valenze educative del gioco che si avvale dell’accompagnamento musicale di Marco Schiavoni, raccolto in quattro CD ad uso didattico. Nel 2006 presenta questa sua metodologia al XX Congresso Mondiale di Ricerca sulla Danza organizzato ad Atene dal Conseil International de la Danse (CID-UNESCO). Sull’argomento conduce laboratori per bambini e workshops per insegnanti in molte città italiane e recentemente anche in Francia presso la scuola del Centre Chorégraphique National di Roubaix Nord-Pas de Calais, che nell’a.s.
2007-2008 l’ha invitata come membro esterno della commissione di esami. Nel 2008 pubblica il libro
Giocodanza®. La nuova propedeutica... ovvero imparare giocando! (Grosseto, Editrice Innocenti).
Insignita del premio “Napoli Danza 2000” per meriti didattici e culturali, è presidente dell’Associazione Toscana Danza. Ha ricoperto la carica di tutor del corso di formazione professionale per “Operatore culturale nella didattica dell’espressività corporea”, organizzato nel 2004 dalla Provincia di Ravenna e cofinanziato dall’Unione Europea. Si occupa regolarmente dell’organizzazione di corsi indirizzati agli insegnanti e di stages internazionali di danza e di teatro.

LAURA BRUSCHETTA
Psicologa, psicoterapeuta infantile e mediatrice familiare. Il suo lavoro con la psicologia infantile e la sua grande passione per l’espressione corporea e la Danza si sono uniti nello studio e nella ricerca sulla relazione corpo-psiche e sulle potenzialità evolutive della danza e del movimento.
Insegna Propedeutica alla danza attraverso i metodi del Giocodanza® e della Danza Educativa.
Oltre a tenere incontri formativi di Psicologia della Danza, conduce corsi di Training Autogeno al femminile e collabora con Scuole di Danza e Associazioni che si occupano di infanzia e di donne.
Aggiornamento e Benessere - WORKSHOP PER INSEGNANTI a Casciana Terme

martedì 22 febbraio 2011

DECENNALE DEL GIOCODANZA® di Marinella Santini

Cliccare sul titolo per vedere il video

Ringrazio MaditerraneoOpera Ballet per la graditissa sorpresa e per gli Auguri e per questo meraviglioso video, non potevo festeggiare meglio il DECIMO anniversario del GIOCODANZA®


Un grande abbraccio a te Carmen ed a tutte coloro che in questi anni hanno seguito le mie lezioni ed hanno contribuito a diffondere in tutta Italia il Mio Metodo
Marinella

Patrocinio Morale "Vancliffen Arts foundation" - Canada


STORIA DELLA FONDAZIONE

LA FONDAZIONE PER LE ARTI VANCLIFFEN, é una "Non-Profit, Charitable Organization" riconosciuta dal Governo Federale Canadese, il solo intento é di promuovere le arti valorizzando giovani talenti nel campo della musica, la danza ed il canto: offrendo borse di studio, competizioni, stages e scambi artistici culturali.

LA FONDAZIONE PER LE ARTI VANCLIFFEN é stata fondata nel 2004, ha come scopo principale la promozione di tutte le arti, ma sopratutto l'arte del balletto classico. Attraverso borse di studio, scambi culturali, e vari programmi di cultura siamo stati capaci a provvedere ai giovani artisti di tutto il mondo la possibilitá di raggiungere la loro meta. Uno tra i nostri progetti del 2005 é stato l’Audizione–Concorso su scala Nazionale tenutasi in Caltanisetta, dal 22 al 29 gennaio 2005. Pel il 2006, é stata stabilita per I giorni 11-12-13 Aprile.

I vincitori sono stati premiati con un viaggio di andata e ritorno dal Canada, vitto e alloggio nonché i corsi di balletto classico offerti dalla rinomatissima Scuola Nationale di Ballo Canadese (Canada's National Ballet School).

Inoltre é stato stabilito anche uno scambio culturale tra il Canada e I’Italia, per giovani talenti cantanti, ballerini e musicisti.

LA FONDAZIONE PER LE ARTI VANCLIFFEN ha fatto i sogni di questi giovani artisti i propri sogni e la propria meta

Rivolgiamo la nostra attenzione alle arti e a quei giovani che attraverso l’amore per le bellezze, le loro creativitá ed il desiderio di emergere, non soltanto arricchiscono le loro vite ma l’intera umanitá

lunedì 14 febbraio 2011


Relazione corso giocodanza Milano 2010/2011 di Elena De Zuani


“ Ciao Elenita! Come va la scuola? Falle giocare le bambine eh!”, mi diceva ogni volta che la incontravo... E' stata la mia prima maestra di danza a dirmi, con estrema semplicità, quello che per molti anni ho pensato non fosse così importante nell'insegnamento di una disciplina tanto rigorosa. Col tempo però, nel mio percorso di maestra, ho avuto la possibilità di capire il valore che può avere il gioco, inteso come base solida e sorridente per rendere veramente vivi e apprezzabili il lavoro, la fatica, l'impegno.

Ho potuto apprendere e attuare metodi e insegnamenti validi in questa direzione grazie a persone ed insegnanti che in vari corsi hanno generosamente trasmesso il loro metodo e la loro esperienza.



Questo corso GiocoDanza® in particolare, ha per me delle novità eclatanti, degli esercizi gioco ricchi di fantasia e divertenti, ma ,al tempo stesso, molto educativi ed efficaci per l'apprendimento spontaneo di regole basilari contenute nel programma per l'apprendimento della danza. Non immaginavo, ma sperimentandoli, ho riscontrato che funzionano davvero tanto.

Una delle cose che ho utilizzato subito è stata l'idea di Lulù. Avevo anch'io una bambola a scuola, da anni, una pigotta col tutù giallo regalata da amici, ma che è sempre stata seduta, immobile e non aveva nemmeno un nome... Ora si chiama Mimì, anche lei può parlare, solo alla maestra come Lulù, i bambini si incantano e, che ci credano o meno, la ascoltano a bocca aperta quando riferisco loro cosa mi dice e fanno tutto quello che lei suggerisce, le sono affezionate, la salutano quando escono e hanno persino espresso il desiderio di portarla in teatro per il saggio.

Ho studiato per tanti anni con un maestro scaligero, severo e rigido. All'inizio della mia esperienza come maestra mi comportavo un po' come lui, convinta che fosse il metodo giusto per questa disciplina. Se negli anni ho poi modificato molto il mio modo e le mie lezioni, ora con il GiocoDanza® mi diverto anche e vedo le mie allieve ancora più serene e tranquille, il tempo della lezione vola e ci dispiace molto più di prima che sia già finita... Anche l'esercizio un po' “pesante” o faticoso viene ora svolto comunque con entusiasmo e forse fanno anche molto più di prima, ma con un'allegria e una complicità che soddisfa ancora di più loro e me, senza togliere niente all'apprendimento dello studio della danza.

In più occasioni mi sono domandata quale fosse la ragione per cui il giocodanza fosse in grado di attirare e coinvolgere così facilmente anche gli allievi restii alle attività proposte. In effetti, dopo tanto riflettere mi sono resa conto di come la risposta sia molto semplice e la si può trovare già nel termine giocodanza. Anche la psicologia dell’età evolutiva attraverso gli studi Bruno Bettelheim ha evidenziato come il gioco e la fiaba aiutino il bambino a superare difficoltà grandi o piccole, nel corso della sua esitenza. Così il giocodanza garantisce il superamento di due importanti ostacoli: da un lato non più effettuare esercizi noiosi spesso afinalistici, ma svolgere attività giocose e piacevoli , dall’altro fare giochi che aiutano a crescere in maniera del tutto spontanea ossia portarsi alla dimensione, alla sintonia più naturale per l’interazione con il bambino.

Sono grata di aver avuto la possibilità di incontrare questa metodologia, perché del tutto innovativa in quanto rivoluziona il processo di docenza nell'ambito della danza e nella relazione insegnante/allievo.
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Elena De Zuani
Ecole De Danse
Via Pio X, /H
28021 Borgomanero (NO)
tel. : 0322836026 - 3474316060
http://www.ecolededanse-edz.it/
ecole@ecolededanse-edz.it
http://www.lagomaggioredanza.it/
info@lagomaggioredanza.it

martedì 8 febbraio 2011

Stage dalla Propedeutica alla Tecnica - Milano 11/12 marzo

"FISIOTECNICA E PROPOSTA DI DUE LEZIONI TIPO PER BAMBINI DI 8-9 ANNI E 10-11 ANNI E CON LA COLLABORAZIONE DI UNA PSICOLOGA"

Sabato e domenica 12-13 MARZO 2011

sabato dalle 15,30 alle 19,30 e domenica dalle 10,00 alle 14,00

Sede del seminario è a Milano.
Il luogo definitivo verrà comunicato prossimamente in quanto per questo seminario non sarà possibile svolgerlo presso l'Accademia di via Mameli 3 perchè è chiusa per il Carnevale Ambrosiano.

Condurranno il workshop:
Marinella Santini per "Fisiotecnica e proposta di due lezioni tipo per bambini di 8-9 anni e 10-11 anni"

la dottoressa Laura Bruschetta per la parte di "Psicologia".


Fisiotecnica e proposta di due lezioni tipo per bambini di 8-9 anni e 10-11 anni":

La Fisiotecnica è basata sulla sbarra a terra, ma con un lavoro anatomico-muscolare più specifico e mirato: esercizi per l'en dehors, lavoro sui piedi, sulle braccia, sulla muscolatura interna e posteriore degli arti inferiori ecc., usando anche tecniche di rilassamento e di massaggio. Il fine è raggiungere la propriocezione dei meccanismi articolari e muscolari, divenendo consapevoli del proprio corpo. Migliorando in tal modo la propria postura e, più consapevolmente del sè corporeo, l'allievo imparerà ad usare il proprio corpo nella lezione di danza in maniera corretta, migliorando così la qualità del movimento.

"Proposta e successiva analisi di due lezioni tipo per bambini di 8-9 anni e 10-11 anni". Il lavoro si basa in modo specifico sul passaggio dalla Propedeutica alla Tecnica Accademica, analizzando in modo particolare i primi anni di studio. L'obiettivo è far sì che, per gradi e senza noia, il bambino acquisisca e faccia suoi gli elementi della tecnica, che non saranno così sterili e imprigionati, ma andranno ad arricchire il suo linguaggio corporeo ed il suo bagaglio di conoscenze. La tecnica diviene in tal modo un elemento in più e non un insieme di regole e schemi che sacrificano l'espressività. (Marinella Santini www.accademiaspettacolo.it)

“I tre attori della lezione: la maestra, il bambino, il genitore: aspettative, bisogni, difficoltà”

    La tematica che si vuole affrontare è la prima di una serie dedicata all’insegnante di danza, che ha quale obiettivo quello di rendere l’insegnante più consapevole dell’importanza di alcune variabili presenti in sé, nell’allievo e nella relazione con lui, le quali possono condizionare positivamente o negativamente la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento.
    Cercheremo di mettere in luce sia le aspettative sia i bisogni dei tre attori che si muovono e interagiscono nella lezione: l’allievo, l’insegnante, il genitore.
    Partiremo dalle esperienze dell’insegnante e dal suo bagaglio culturale e personale che viene agito nel suo modo di porsi verso il bambino e verso il genitore, per comprendere quali possono essere le modalità più funzionali alla relazione educativa e alla buona riuscita della lezione.

- Quali sono le reali aspettative dell’allievo?
- Quali i suoi bisogni di crescita?
- Cosa chiede il genitore all’insegnante di danza?
- Cosa sostenere e cosa invece lasciar andare?

Queste alcune delle domande alle quali cercheremo insieme di dare una risposta attraverso un metodo basato sul confronto e sulla riflessione di gruppo.

La conduttrice è psicologa, psicoterapeuta infantile e mediatrice familiare.

Il suo lavoro con la psicologia infantile e la sua passione per l’espressione corporea e la danza, si sono uniti nello studio e la ricerca sulla relazione corpo-psiche e sulle potenzialità evolutive della danza e del movimento.

Insegna propedeutica alla danza attraverso i metodi della Danza Educativa e del Giocodanza®.

Tiene incontri formativi di psicologia della danza, conduce corsi di Training Autogeno al femminile e collabora con Scuole di Danza e Associazioni che si occupano di infanzia e di donne. (Dott.ssa Laura Bruschetta, Studio di Psicologia in Legnano)

-- Costo del seminario : € 150,00= per coloro in possesso dell'Attestato Giocodanza®
-- € 160,00 per coloro non in possesso dell’Attestato Giocodanza®
-- Le iscrizioni dovranno pervenire entro il 28 febbraio 2011.
-- Chi vorrà partecipare al seminario mi scriva un’email e spedirò la scheda d'iscrizione da compilare e firmare e restituirmi via fax al numero 02/89126755. Successivamente verranno inviati i dati per effettuare acconto di € 50,00=.

Per ulteriori informazioni potete consultate il mio sito -  http://www.claudiamondanza.it/
o il blog  di Marinella Santini -  http://giocodanza.blogspot.com/
Resto a vostra disposizione, cordiali saluti, Claudia Mondin dell'Ass. Amici della Musica e dello Spettacolo.
cell 334 9321515  -- email  claudiamondanza@gmail.com

domenica 30 gennaio 2011

Relazione GIOCODANZA® di Simona Raffi - Torino 2011

             Quattro week end per tornare bambine!
    Dopo pochissimo dall’inizio della lezione mi sentivo già sulla strada del non ritorno dall’ isola che non c’è, ovvero dove si vuole rimanere per sempre bambini...
    Con molto piacere ho scoperto di non essere andata da sola sull’isola, ma in compagnia di tante altre ragazze desiderose di immergersi nel mondo di fantasia dove ci stava conducendo la nostra maestra Marinella!
    Dopo aver fatto la reciproca conoscenza e superato i primi attimi di imbarazzo, nel giro di poche ore ci siamo trasformate in bellissime principesse, buffi animaletti, nanetti birichini e poi ancora in sirene dai lunghi capelli e pirati prepotenti. Abbiamo imparato a volare come delle piccole api laboriose o a librarsi nell’aria sospinte da un soffio di vento.
Abbiamo anche viaggiato molto, spesso ci si spostava in treno, ma sempre si trattava di un treno un po’ speciale! Abbiamo visitato diversi Paesi tra cui Argentina, Cina e Far West, poi siamo anche finite in un castello misterioso e ci siamo trasformate in statue. A proposito di statue... siamo anche diventate scultrici!
    La maestra poi ci ha fatto divertire con dei semplicissimi oggetti che con la fantasia si trasformavano nelle cose più svariate!
    Insomma nei quattro week end trascorsi si è giocato tanto, ci si è divertite e si sono apprese tante idee su come rendere divertente la propedeutica della danza, ed è stato interessante anche vedere le proposte scaturite dalle altre ragazze.
    Quando mi sono iscritta al corso in effetti già un po’ sapevo a cosa sarei andata incontro perchè avevo già partecipato alla lezione introduttiva per il corso che si sarebbe tenuto a Milano, ma che poi non avevo potuto seguire. Quando invece avevo preso parte alla primissima lezione ero assolutamente felice di aver trovato una Maestra che si avvicinasse molto al modo in cui volevo insegnare danza! Sì, perchè in passato cercavo di proporre le solite lezioni di propedeutica, ma mi rendevo pian piano conto che i bimbi di oggi non sono più quelli di una volta: non si accontentano di una serie di esercizi da svolgere, ma richiedono molta più fantasia da parte dell’insegnante per tenere viva la loro attenzione e curiosità. Quindi avevo già provato ad inserire dei piccoli giochi all’interno delle lezioni, ma o si trattava di semplici nomi buffi per identificare gli esercizi, o di veri e propri giochi che però avevano solo lo scopo di intrattenere le bambine e farle divertire un po’ tra un esercizio e l’altro.
   Grazie al Giocodanza invece ho capito (o almeno spero!!) come poter mescolare la “tecnica” al gioco creativo e allo stesso tempo educativo.
    Da quando ho iniziato a frequentare il corso ho subito provato a sperimentare i giochi con le mie piccole allieve ed ho subito notato come cresceva il loro interesse per la lezione! Non ho più visto visini annoiati, ma anzi gli occhietti delle mie bibmbe brillavano al solo pensiero di iniziare un percorso fantastico insieme! E con grande gioia vedevo come di volta in volta fossero loro a chiedermi di fare un gioco piuttosto che un altro: non solo i giochi più divertenti e “scalmanati”, ma ache quelli di concentrazione; pobabilmente si sentivano grandi e in qualche modo appagate dagli elogi della maestra qualora avessero svolto correttamente l’esercizio-gioco!
Per Natale inoltre ho voluto provare a fare la lezione aperta con il coinvolgimento diretto dei genitori (proprio come ci ha suggerito la maestra Marinella!) e devo dire che è stato un successo!  
    A parte il fatto che è stato davvero divertente anche per me, vedevo nonne con le calzine antiscivolo mettersi per terra a gambe incrociate, mamme con la schiena drittissima e le punte stese e perfino papà che strisciavano per terra!! Le bimbe ovviamente erano contente di poter condividere la loro lezione di danza coi propri genitori e loro stessi, a fine lezione, erano entusiasti del lavoro svolto con le figlie!

    Grazie al Giocodanza ho capito che tipo di insegnante voglio diventare: non una maestra vecchio stile, gonnellone, scialle nero e capelli tirati in un severo chignon, ma una maestra giovane dentro, che sappia giocare con le proprie allieve perchè crede in quello che fa, che sappia ridere insieme alle bimbe e che sia una loro compagna di giochi e di avventura oltre che saldo punto di riferimento!
Grazie Giocodanza, Grazie Marinella!
Simona Ranfi

Relazione GIOCODANZA® di Mariarosa Marenghi - Torino 2011

   Dopo aver frequentato il corso di Giocodanza, Marinella ha richiesto una relazione scritta. Io avrei innumerevoli concetti da manifestare ma leggendo le altre relazioni dei tanti partecipanti ai corsi passati, mi sono resa conto che è stato già scritto tutto quello che vorrei esprimere e allora mi trovo qui davanti al computer e penso: - Adesso cosa dirò che non è stato già esposto? Potrei raccontare la mia storia cominciando così: - “ Sin da bambina ho la passione per la danza “, … No, no! Troppo banale, e soprattutto comune a migliaia di storie simili; allora, per essere diversa dagli altri ho deciso di raccontare il finale della mia storia con la speranza che sia l’inizio di una lunga carriera.
    Sono una cinquantenne e solo da quattro anni insegno danza creativa. Sono un’autodidatta poiché non possiedo un diploma accademico di danza; tuttavia nel corso della mia vita ho fatto, e faccio tuttora, salti mortali pur di frequentare corsi di danza, partecipare a seminari, aggiornarmi continuamente, leggere libri specializzati.
    Da quando esiste Internet, vi navigo spesso alla ricerca di siti sull’argomento “Movimento del Corpo” e un giorno appunto ho trovato la parola “giocodanza” che mi ha suscitato non poca curiosità. Approfondendo il significato e l’origine, mi sono ripromessa di dover frequentare il corso non appena ne avrei avuta la possibilità economica. Finalmente quest’anno si è concretizzata la mia promessa.
    Essendo già in possesso del libro di Marinella da circa due anni, non tutto era a me sconosciuto.
    Ho trovato davvero stupefacente il metodo che ci ha trasmesso e il suo modo di porsi in classe con noi “bambine” è stato qualcosa del tutto nuovo e da me mai sperimentato. Non possedendo le solide basi della tecnica di danza classica, durante le lezioni mi sono davvero sentita come una sua alunna di cinque anni che senza alcuno sforzo, difficoltà o disagio riusciva a scoprire i segreti (per me) della danza classica divertendosi.
   - Cara Marinella, purtroppo mi manca gran parte della preparazione tecnica come hai potuto notare dai miei “ saltini ”, ma ogni volta che “ GIOCODANZO ” con le mie bambine del corso di danza creativa, il desiderio di chiederti di poter iscrivermi alla tua scuola cresce sempre di più, spinto dall’ambizione di poter proseguire gli studi di danza classica “ fino all’età adulta “ e, una volta “ cresciuta “, di cercare di essere una maestra favolosa come te.
    QUESTO E’ QUELLO CHE VOGLIO FARE DA GRANDE!
Mariarosa Marenghi

martedì 25 gennaio 2011

Relazione GIOCODANZA® di Federica Romano - Torino 2011

         Cara Marinella,

    il corso che ho frequentato è stato molto significativo per la mia esperienza di insegnante e ha soddisfatto appieno le mie aspettative, fornendomi validi e adeguati strumenti didattici per affrontare le difficoltà di approccio comunicativo e di relazione con bambini così piccoli.
    La principale difficoltà che incontravo, prima di conoscere e applicare il metodo del Giocodanza, era quella di non essere in grado di catturare l’attenzione dei bambini in modo continuativo durante tutta la lezione. Ciò, indubbiamente, era fonte di grande frustrazione per me che non riuscivo a coinvolgerli in un’attività seppur così attraente e appassionante come la danza. Penso che ciò fosse dovuto al fatto che il gioco (momento nel quale i bambini si mostravano maggiormente interessati) costituiva per me una semplice pausa di riposo dalla lezione “standard”, e non un reale strumento didattico.
    I giochi che ho sperimentato durante il tuo corso sono invece ben strutturati e finalizzati a obiettivi specifici e uniscono due ambiti per me prima separati: la tecnica della danza e il gioco. L’attenzione dei bambini è sensibilmente catturata da esercizi che di per sé possono sembrare noiosi e ripetitivi, ma che sono resi coinvolgenti da una cornice fantasiosa e ludica.
    Ho potuto sperimentare direttamente nelle mie lezioni come il gioco mi abbia aiutato a creare un clima molto più sereno e leggero perché più vicino ai bambini, e gli stessi ordini che prima faticavo eccessivamente a far eseguire, vengono ora naturalmente messi in pratica all’interno dei giochi proposti.
    Penso ad esempio alla mia iniziale difficoltà ad introdurre concetti spaziali come quelli di disporsi in fila o in linea così ben evidenziati e comunicati all’interno del “Gioco della giungla”. E’ stato sorprendente osservare come i miei allievi, durante il gioco, si disponessero in ordine in un batti baleno (cosa prima impensabile) perché bisognava attraversare un luogo angusto della giungla, o mettessero la massima attenzione nel ricordare i nomi degli angoli della stanza perché si sarebbero dovuti riparare dal leone. Così come è per me fonte di grande gioia l’abbraccio in cui i bambini, entusiasti, mi stringono al termine dei giochi.
    Al di là delle singole proposte ludiche, ho trovato inoltre molto utile osservare l’atteggiamento da te adottato durante le lezioni. Anch’io infatti, come allieva, sono stata catturata dal tuo carisma capace di trasportarci in luoghi fantastici e di drammatizzare in modo vivace le situazioni proposte. Questo mi ha permesso di ridiventare bambina per qualche ora e di immedesimarmi così nei miei piccoli allievi: se io adulta, infatti, provavo quella gioia nel giocare, potevo immaginare quale impatto potesse avere tale approccio nei bambini.
    Ho superato così il pudore iniziale che provavo nel mettermi allo stesso livello dei miei piccoli allievi e con mia grande gioia ho riaperto un cassetto che forse da troppo tempo era chiuso, quello della fantasia. Mi sono resa conto, infatti, che i molti anni di studio (scolastico, universitario, coreutico) mi avevano sì formato e fornito una solida impalcatura, ma nello stesso tempo mi avevano in qualche modo irrigidita, come tu stessa ci hai fatto spesso notare durante il corso.
   Se penso quindi ad una sostanziale differenza tra un prima e un dopo, la mia sensazione è quella di essermi appropriata di un linguaggio che mi ha permesso di colmare la distanza che prima percepivo molto forte soprattutto con i bambini più piccoli. Sento così di aver acquisito maggiore sicurezza perché ho individuato un percorso da poter ulteriormente sviluppare e approfondire.


Di questo devo ringraziare te, cara Marinella, che mi hai insegnato la lingua con cui si parla ai bambini.
Un abbraccio,
Federica.